Sorridimi

Il tuo viso mi trasmette serenità. I tuoi occhi, la tua bocca e il tuo sorriso mi danno allegria. E’ bello passare il mio tempo con te, vederti sorridere.

Uomini diversi regalano sensazioni diverse alle donne che li incontrano. Sensazioni forti, coinvolgimento puro, mancanza di controllo. Sensazioni delicate, serenità, allegria. Uomini splendidi per donne fortunate.

Perché ci sono gli uomini che possono cambiare la vita di una donna. Ci sono ancora gli uomini di cui innamorarsi. Quelli che salvano la categoria rendendo la nostra vita più lieve. Ma anche più intensa, impegnativa e affascinante.

Splendidi uomini che hanno accompagnato la mia vita. Uomini terribili da dimenticare. Uomini forti e affascinanti, uomini timidi e delicati. Uomini divertenti e rassicuranti. Uomini che non possono più essere al mio fianco. Uomini che mi accompagneranno per sempre, ognuno con la sua parte e il suo copione.

Mi sorridi sempre.

Difficile

 

E più difficile da dire o più difficile da fare?

La piazza sotto lo studio è stranamente vuota. Il cielo è azzurro, l’aria è fredda. Tutti lavorano in silenzio, concentrati. La giornata scivola via verso un nuovo fine settimana. Le decisioni importanti sono state prese, qualche discussione è venuta fuori. Ma è normale. Abbiamo iniziato anche a buttare le cose inutili, stiamo iniziando una nuova pagina del nostro studio. Sarà quella dell’età adulta? Del lavoro maturo e consolidato? O è l’ultima fiammata di una collaborazione che dovrà inevitabilmente finire?

Oggi è una giornata strana.

Leggo il tuo messaggio sibillino. Non capisco se c’è dolcezza nel tuo modo di scrivermi o la risoluzione di mantenere la tua linea di comportamento.

Leggo le frasi che qualcuno scrive per te. Mi chiedo che significato abbia rispondere ai messaggi degli amici al posto di un’altra persona. Lo trovo fuori luogo, quasi una mancanza di rispetto.

Ma cosa importa a me tutto questo? Piccole cose che non mi riguardano.

La piazza poco per volta si sta animando. Passa un uomo in bicicletta chiuso nel suo cappotto, una signora con la borsa della spesa e i bambini che escono da scuola.

Lo studio continua ad essere silenzioso. La radio fa da sottofondo a chi lavora.

Bella serata, ieri. Il suo sorriso mi mette in pace con il mondo. Proverò a scoprire il suo fascino, proverò ad entrare poco per volta nel suo mondo surreale. Se qualcuno non lo farà al mio posto. Con più impeto, di sicuro.

Questa sera niente sport, niente sorriso. Ci vediamo domani.

Nonna Abelarda

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Splendida Nonna Abelarda!

Mi ha sempre divertito questa amorevole nonnina che affronta gagliarda i problemi di tutti i giorni. Lei ha saldamente in mano ogni situazione, riesce con arguzia e grinta a rimettere ogni volta le cose al proprio posto.

Ma a volte riesce a fare mooooolto di più.

Superdonna tutto pepe, non molla mai la presa, si occupa di tutto e ha tutto sotto controllo. Parla, scalpita e agisce. Mette a segno punti e ottiene risultati. Non la prendi mai in contropiede, non si annoia mai e nessuno intorno a lei può resistere al suo fascino. Tutti si divertono, con lei. Tutti sono allegri, con lei. Tutti possono staccare il cervello, ci pensa lei. Lei risponde per te, scrive per te, agisce per te. Decide per te. Ti avvolge in questa sua vorticosa tela coccolandoti e cullandoti senza posa.

Lei non è bella ma ha fascino, non è alta ma si impone, sembra stupida ma è intelligentissima.

Ah, che fortuna conoscere Nonna Abelarda.

Ma come faranno quelli che non la incontreranno mai? Che vita sarà mai senza di lei?

Una vita tranquilla, in realtà. In fondo tutti sappiamo divertirci, tutti sappiamo scrivere e parlare. Tutti sappiamo organizzarci i fine settimana e l’esistenza.

O no?

Mi sto quasi convincendo che può essere una fortuna non avere tra i piedi Nonna Abelarda

Insofferenza

Ci sono dei momenti della vita in cui non si riesce ad uscire da una sensazione di fastidiosa insofferenza.

Questo è uno di quei momenti.

La vita scorre serena, con molti problemi concreti, ma serena. Come non era da tanto tempo. Ho voglia di uscire, di incontrare gente, di fare cose belle e interessanti. E ho la fortuna di essere circondata da gente interessante e positiva con la quale farle tutte queste cose. Ma ho una insofferenza di base che mi attanaglia non appena mi fermo.

Per fortuna la mia vita in questo momento è piuttosto frenetica, quindi riesco ad arginare il problema. Mi sposto, incontro persone diverse, vivo contesti diversi, mi diverto beatamante ovunque perchè ho un bisogno fisico di contatto con le persone.

Prima la cena elegante. Bel ristorante, bella casa, bei vestiti e bella gente (ma quanto sei carino, uomo nuovo amicodellamiaamica??). Discorsi divertenti in riva al mare, dopocena e colazione con te (affascinante amicodellamiaamica).

Poi partenza per un bivacco in alta montagna con zaino e sacco a pelo. Due notti nel nulla, di fronte alla montagna più bella del mondo. Chiacchiere di fronte al tramonto e sotto una notte stellata con un po’ di pane cotto nel forno a legna ed un bicchiere di plastica tra le mani. Il caffè scaldato con le candele.

Un po’ di lavoro, in studio, a progettare e controllare piani regolatori.

E ancora sport, piscina e arrampicata in palestra (ma non sono capace!). Occasioni per stare con te che non sei più l’affascinante amicodellamiaamica, ma un dolcissimo e tranquillo farmacista che hai scelto un lavoro che ti appiattisce un po’ e vivi beato nel tuo benessere.

Un po’ di problemi concreti da risolvere, alcuni da accantonare per mancanza di coraggio (questa, forse, è la mia vera inquietudine), i compiti con la mia bambina preferita (nipotina putativa e pelandrona).

Il Festival Letteratura che aspetta alle porte, che significa incontrare gli amici d’infanzia, Milano con i biglietti per il Cenacolo, le cene dagli amici, la marmellata di mirtilli e quella di pesche.

Bellissimo momento pieno di stimoli e di voglia di fare.

Terribile momento pieno di paura e di inquietudine. Di insofferenza e di bisogno fisico e continuo di contatto con gli altri.

Amavo i miei momenti di solitudine.

Ieri si è fermato il mondo

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Ieri, per un momento, si è fermato il mondo.

Si è fermato il mondo, l’universo. Solo per un momento. Un piccolo intervallo di tempo, un meraviglioso ed indimenticabile fotogramma.

Tre anni in un minuto.


I miei pensieri sono diventati il tuo volto, i tuoi occhi, la tua bocca, la tua voce. Pochi metri, uno sguardo. Il mio amico immaginario, l’uomo dei miei sogni. Non riesco nemmeno a descriverlo. Troppo intenso per essere raccontato. L’ultima cosa che ricordo è il tuo viso che si gira verso di me e mi sorride. Poi tutto si ferma, rallenta fino a bloccarsi. Mi ricordo di aver risposto al tuo sorriso. Di avere alzato la mano in segno di saluto.

Ricordo che mi vieni incontro, ricordo di aver camminato verso di te. Ricordo i miei amici e i tuoi. La tua fidanzata.

Poi tutto si è trasformato. I contorni sono sfumati e il mondo è sparito. Intorno non c’era più niente.

Ti sei avvicinato, mi hai parlato. Non so nemmeno cosa mi hai detto. Non so se ti ho risposto. Non so cosa sia successo. Ma sono sicura che il mondo era fermo. Era fermo per far durare quel momento il più a lungo possibile.

Chissà se sono riuscita a trasmetterti quello che stavo provando. Chissà quanto ridicola ti sono sembrata. Ancora questa emozione dopo tutto questo tempo. Dopo due fidanzate, nuovi amici, mille esperienze. Non c’è stato nulla che giustifichi tutto questo.

La vita è davanti, altrove, con altre persone ed in altri luoghi.

Ma emozioni così forti, così totalizzanti e irrazionali nessuno riesce a scatenarle in me.

Le emozioni vissute ‘di pancia’ (come dici tu) non si possono controllare, non hanno un senso logico e non si possono spiegare. Non rispettano tempi e luoghi.

Vorrei davvero essere stupida. Vorrei saper vivere una vita più leggera. Sapermi abbandonare alle sensazioni, ridere sempre e non accorgermi di nulla. Vorrei non essere così impegnativa, per avvolgere la vita di spensieratezza. Vorrei svolazzare al di sopra del significato dei gesti.

Ma forse non saprei capire il significato di un incontro, distratta da mille frivolezze. Rischierei di perdermi in tanti pensieri banali, in gesti frenetici e distratti.

Non vorrei nulla in cambio di quel momento.

Non vorrei mille nuovi amici, mille viaggi, mille uomini. Non vorrei saper ballare tutta la notte, non vorrei pensare di essere bella e di potermi permettere mille conquiste. Non vorrei ridere sguaiata e parlare con tutti quelli che incontro. Non vorrei una vita caotica e rumorosa.

Voglio essere così. Voglio perdere il controllo di fronte alle emozioni. Voglio viverle anche se non hanno un senso logico. Voglio lasciarmi travolgere in silenzio, protagonista della mia vita fatta di amici, di viaggi, di conquiste. E di te, che non ci sei.

 

Il mondo si è fermato. Ne sono sicura. Ho potuto concentrarmi sui tuoi occhi.

SLP

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Allora calcoliamola questa slp!

In studio, la settimana di Ferragosto a calcolare la slp di un’immensa area periferica. Il sogno di ogni architetto. E poi cosa ci faccio con il numerino che mi viene fuori? Un progetto? No! Una relazione… Una meravigliosa e lunghissima relazione piena di calcoli e di allegati.

Esprimerò tutta la mia vena artistica con le parole lasciando ad altra occasione i volumi, i pienieivuoti, i tagli prospettici… Tutte sciocchezze, parole vuote che ci hanno riempito la bocca per anni e che continuano a riempire la bocca di tutti quelli che danno gli esami di progettazione, che fanno le conferenze, che vincono i concorsi.

Io me la gioco con il mio numerino di Ferragosto

Perchè, alla fine, tutta la ridondanza di cui siamo capaci nei progetti si schianta su questi numeri, sulla sedia degli ufficiurbanistica sparsi per tutta l’Italia.

Ma quando questa slp l’avrò calcolata, quando la inserirò là dove tutto il castello la sta aspettando, cosà farò? La chiuderò nel suo file e diventerà un altro lavoro archiviato, un nuovo piccolo mattone della mia professione. Tutto qui.

E allora sì che anch’io mi prenderò un po’ di vacanza. Una vacanza dalla slp.

Già mi vedo. Un po’ di piscina, una passeggiata in montagna (con te, vero?), i compiti con labambinapiùbelladelmondo, gli amici.

No, le vacanze vere aspettano ancora un po’. Prima ho un appuntamento con tre anni della mia vita. E spero di esserne all’altezza. Ma conto su di te. Vieni via un giorno con me, aiutami ad arrivare serena al mio appuntamento.

E a Settembre sparisco, non c’è slp che tenga!

Inquietudine e biscotti

Già, nella mia vita c’è un nesso preciso tra i momenti di inquietudine e i biscotti.

Un po’ di nervosismo, l’incapacità di concentrarsi, la sensazione che le cose da fare sono tante (anche piacevoli, tra l’altro), il tempo che passa, le cose che mancano, i soliti problemi.. tutto questo si risolve in un (breve) tragitto verso la scatola dei biscotti. Un placebo. Un momento di pausa.

Una fregatura

Il biscotto anestetizza quei dieci secondi necessari a trasformarlo in qualche piccola briciola che rimane sul tavolo o ad immergerlo in un meraviglioso tea al limone. Ma poi si ripropone, cattivissimo, in una posizione poco piacevole per noi fanciulle: dritto sul fondoschiena. Trasformato in ciccia e impietosa cellulite.

Nessun elogio al biscotto, quindi? No, io li adoro, in fondo, i biscotti.

Lotto contro questo loro lato negativo da sempre. Ma penso che Oscar Wilde abbia dannatamente ragione. Quindi per combattere le mie debolezze io le assecondo. Cedo alle tentazioni e assaporo fino in fondo quel momento.

Un modo per ritornare in bolla lo si trova sempre

 

(PS: tu saresti una debolezza molto più appagante dei biscotti)